Le segnalazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci per individuare comportamenti illeciti, violazioni, criticità e rischi all’interno di un’organizzazione.
Ma perché un sistema funzioni davvero deve esistere una condizione fondamentale: chi segnala deve sentirsi protetto.
Per questo motivo la normativa sul whistleblowing non si limita a definire obblighi tecnici o procedurali. L’obiettivo principale è garantire la tutela delle persone che decidono di segnalare una violazione, proteggendole da discriminazioni, pressioni e conseguenze indebite.
La protezione del segnalante deve essere il presupposto stesso dell’intero sistema, non è un elemento accessorio.
✅ Tutela del segnalante
✅ Gestione riservata delle segnalazioni
✅ Supporto Ambient7
✅ Attivazione in 48 ore
Richiedi una demo gratuita
Molte organizzazioni ritengono che il problema principale del whistleblowing sia implementare una piattaforma o predisporre una procedura. In realtà la domanda più importante è un’altra:
Le persone si sentono davvero libere di segnalare?
Se la risposta è no, il sistema rischia di diventare inefficace.
Quando chi potrebbe segnalare teme conseguenze personali, professionali o relazionali, nella maggior parte dei casi sceglie di non agire. E di conseguenza:
La protezione del segnalante serve precisamente a evitare questo scenario.
Il segnalante è la persona che comunica informazioni su comportamenti, fatti o situazioni che ritiene rilevanti nell’ambito della propria attività lavorativa o professionale.
Non si tratta necessariamente di un dipendente. Possono essere coinvolti anche collaboratori, professionisti, consulenti, fornitori, soci, tirocinanti, candidati, altri soggetti che entrano in contatto con l’organizzazione.
L’obiettivo della normativa è garantire che queste persone possano segnalare situazioni problematiche senza timore di conseguenze ingiustificate.
L’obiettivo non è soltanto mantenere riservata la sua identità. Significa costruire un sistema che riduca concretamente i rischi associati alla segnalazione.
La tutela riguarda diversi aspetti.
Riservatezza
Le informazioni devono essere gestite in modo controllato e protetto.
Sicurezza
I dati devono essere trattati attraverso strumenti adeguati.
Gestione corretta del processo
Le segnalazioni devono seguire procedure chiare e documentate.
Assenza di conseguenze indebite
La persona che segnala non deve subire penalizzazioni per il solo fatto di aver utilizzato il sistema.
Quando si parla di whistleblowing l’attenzione viene spesso concentrata su obblighi normativi, scadenze, piattaforme, procedure.
Sono tutti elementi importanti, fondamentali per soddisfare i requisiti normativi e le linee guida ANAC.
Ma la vera efficacia del sistema dipende dalla fiducia delle persone.
Se il segnalante percepisce il canale come insicuro, semplicemente non utilizzerà il sistema, cercherà vie informali oppure eviterà proprio di segnalare.
Per questo le organizzazioni più mature dedicano particolare attenzione alla protezione della persona segnalante.
Proteggere il segnalante significa proteggere anche l’azienda, non solo tutelare la singola persona.
Un sistema efficace permette infatti di:
➡️ individuare i problemi prima che diventino crisi
➡️ prevenire danni reputazionali
➡️ ridurre rischi organizzativi
➡️ migliorare la governance
➡️ favorire una cultura della trasparenza
Per questo il whistleblowing moderno è sempre più considerato uno strumento di gestione del rischio e non soltanto un adempimento normativo.
Segnala Sicuro è progettato per favorire una gestione corretta e sicura delle segnalazioni.
☑️ Raccoglie le segnalazioni in modo riservato
☑️ Gestisce il processo in modo strutturato
☑️ Mantiene evidenze documentali
☑️ Supporta la continuità operativa
☑️ Garantisce livelli elevati di sicurezza
L’obiettivo è creare un ambiente in cui il segnalante può utilizzare il sistema con i massimi livelli di fiducia e serenità.
Lo stesso principio si applica anche ad altri ambiti aziendali: parità di genere (PdR125), ESG, SA8000 e Modello 231.
In tutti questi contesti le persone devono poter comunicare criticità senza timore di conseguenze indebite.
Per questo Segnala Sicuro consente di gestire in un’unica piattaforma tutte queste segnalazioni specifiche, oltre a qualsiasi altra tipologia mantenendo processi distinti ma coerenti.
Segnala Sicuro è la piattaforma per la gestione delle segnalazioni whistleblowing conforme al D.Lgs. 24/2023 e alle Linee Guida ANAC. Il servizio è fornito, implementato e gestito da Ambient7, Managed Service Provider IT con sede in Friuli Venezia Giulia attivo dal 2006 in sicurezza informatica, continuità operativa e compliance normativa.
Segnala Sicuro è un’estensione diretta del lavoro che Ambient7 svolge ogni giorno come referente informatico per moltissime aziende attive in tutta Italia.
La piattaforma è certificata ISO 27001 e ospitata su infrastruttura europea, in linea con i requisiti GDPR su trattamento e localizzazione dei dati.
Domande frequenti su come proteggere chi segnala possibili illeciti, violazioni, abusi
La protezione del segnalante riguarda solo il whistleblowing?
No. È un principio che può essere applicato anche ad altri canali di segnalazione aziendale, come PdR 125, ESG, SA8000 e Modello 231.
Protezione del segnalante e anonimato sono la stessa cosa?
No. L’anonimato è uno degli strumenti possibili. La protezione del segnalante è un concetto più ampio che comprende l’intero processo di gestione delle segnalazioni.
Perché la tutela del segnalante è così importante?
Perché un sistema di whistleblowing può ritenersi conforme e funzionare solo se le persone hanno fiducia nel canale di segnalazione.
Una email dedicata è sufficiente?
Spesso no. Le email e le PEC possono presentare criticità sotto il profilo della riservatezza, della gestione delle informazioni e della percezione di sicurezza.
Chi può utilizzare il canale di segnalazione?
Dipende dall’organizzazione e dalla tipologia di canale attivato. In molti casi possono essere coinvolti dipendenti, collaboratori, fornitori e altri soggetti che operano con l’azienda.