Il D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24 recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione. La direttiva nasce dall’esigenza di garantire, in tutti gli Stati membri, un livello minimo comune di tutela per chi segnala illeciti in ambito lavorativo, prima affidata a normative nazionali molto disomogenee tra loro.
In Italia, prima del 2023, il whistleblowing era disciplinato in modo frammentario: esisteva una tutela per il settore pubblico (art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001) e, nel privato, solo un obbligo indiretto legato all’adozione del Modello Organizzativo 231. Il D.Lgs. 24/2023 ha sostituito questo quadro parziale con un impianto organico, unico per pubblico e privato, con obblighi, procedure e sanzioni definiti in modo puntuale.
Il decreto è entrato in vigore in due fasi: dal 15 luglio 2023 per i soggetti pubblici e per le imprese private con una media di almeno 250 dipendenti nell’ultimo anno; dal 17 dicembre 2023 per le imprese private con una media tra 50 e 249 dipendenti, per chi ha adottato un Modello Organizzativo 231 indipendentemente dal numero di dipendenti, e per i soggetti operanti in settori regolamentati.
Non tutte le organizzazioni rientrano nel perimetro del decreto.
Ecco i soggetti sotto obbligo:
Per approfondimenti su soglie, scadenze e sul caso specifico di chi supera i 50 dipendenti solo di recente:
Whistleblowing obbligatorio: chi deve attivare il canale e quando
Il decreto stabilisce il quadro, ma i dettagli operativi sono affidati alle delibere ANAC. La più recente, la delibera n. 478/2025 approvata il 26 novembre 2025, introduce le nuove Linee Guida n. 1/2025 sui canali interni:
È in vigore da subito, senza periodo transitorio: un canale attivato nel 2023 in base alle prime indicazioni potrebbe non essere più conforme oggi.
Per l’analisi completa di ogni novità introdotta:
Delibera ANAC 478/2025: cosa cambia per il whistleblowing aziendale
Per le aziende dotate di un Modello Organizzativo 231, il D.Lgs. 24/2023 non si aggiunge come obbligo isolato, ma si intreccia direttamente con il Modello stesso. L’adozione del Modello 231 rende l’azienda obbligata al whistleblowing indipendentemente dal numero di dipendenti; allo stesso tempo, un canale whistleblowing carente o assente indebolisce l’efficacia esimente del Modello 231 rispetto alla responsabilità amministrativa dell’ente. Il sistema disciplinare a presidio del Modello deve inoltre prevedere sanzioni interne per gli stessi illeciti sanzionabili da ANAC.
Come si intrecciano whistleblowing e Modello 231?
Whistleblowing e Modello Organizzativo 231: quadro completo
[in aggiornamento, presto disponibile]
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